Cina – Estate 2016

Cina – Estate 2016

Non riuscendo a finire di mettere a posto le oltre 1500 foto, cominciamo così…

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Potrei dire che…

Ieri è stato uguale a oggi ma oggi non è andata come ieri.

Ho imparato che le cose di una volta son sempre le migliori, che non potrò mai avere un cane (e questo grazie a un film), che fuori dall’Italia giocano meglio al calcio, e che dimentico molto in fretta.

E intanto mia figlia è già un giorno più grande e mia moglie una stanza più in là, io mi sento molte ore più vecchio mentre le cose da fare sono rimaste ancora le stesse.

Anzi le cose che si possono fare sono diventate anche di più.

Potevo imparare che l’orologio dello spettatore gira sempre più in fretta e che le mie donne sono bellissime quando si riflettono l’una nell’altra.

Scoprire che si può essere sazi anche non di cibo e sentirsi nell’unico posto dove si vorrebbe mai essere.

Potevo ricordare che non avevo padroni e che i sogni prevedono una data di scadenza a mano a mano che la realtà supera l’immaginazione.

Potrei raccontarmi tutto questo.

Ma non lo dico, perché non sarebbe carino. E una volta detto diventa vero.

Quindi lo chiudo in un angolo lontano fra le cose messe via, alle quali non pensar più.

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Sera, si fa tardi

E dopo aver assopito la bimba con mezza fiaba di Andersen diluita in acqua e succo, resta da decidere se farsi ammaliare da un palinsesto qualunque oppure accorarsi, forte della propria prospettiva sociale, in volute ed evoluzioni.

Meglio sarebbe, invece, conquistare la propria indipendenza rincorrendo una ribelle e polverosa tranquillità.

Solo attimi, momenti che scappano veloci e ti lasciano un istante per decidere prima che la determinazione ti semini per strada.

E già che ti pensi tanto fortunato da capire, da riuscire a guardarti per una terza posizione invece di limitarti a inseguire una ruota che gira senza portarti altrove se non dove volge il tempo.

Una lotta, difficile da lottare, dura da desistere.
Una missione che stai costruendo un mattone per volta, spesso dimenticando la calce.

Ma anche un desiderio che senti che è vero e in quanto vero così difficile da stringere, da disegnare, da tenere.
Figuriamoci passarlo di mano!

Stasera sono qui, e sono vero. Forse non avrò tutto ma è già molto per cui non c’è da essere felice, per quello avanzano altri sorrisi.
Stasera basta essere presente, portare assieme spettatore e conduttore, e il gioco vale la candela…

… guardandola che pian piano si spegne e fa spazio ai sogni e al nuovo giorno.

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Fuga per la vittoria

Una partita epica perché non è detto che nel calcio siano i buoni a vincere e non è neanche necessario, altrimenti non sarebbe una partita ma un film.

Quello che conta è che sia, sempre e comunque, una storia.

Ed è proprio una storia che voglio raccontare…

Siamo finalmente al giorno della partita, le squadre sono in campo pronte a battagliare. Nonostante le dichiarazioni di rito volte a enfatizzare la normalità dell’incontro, l’attesa per il match si era fatta pesante e i giorni precedenti erano stati carichi di emozione.

Lo stadio è pieno, le televisioni sono sintonizzate, la sfida ha riacquistato, dopo tanto tempo, importanza anche per la classifica. Si aprono le danze.

A sorpresa alla fine del primo tempo di una partita che i Viola sentono da sempre (ma sotto sotto anche gli strisciati)… gli ospiti sono meritatamente in vantaggio 2 – 0 e la contesa sembra chiusa.

Ma accade l’imponderabile, nel giro di 15 minuti la squadra di casa ribalta il risultato e vince, si parlerà a lungo di una partita epica utilizzata spesso per sfottere gli sconfitti.

Di che partita si tratta?

Ora, dopo questa partita, i tifosi viola sono sempre stati sbeffeggiati negli anni, campionato dopo campionato (esclusi quelli di serie B per entrambe le avversarie) fino all’ultimo, catastrofico cappotto dello scorso anno.

E adesso ci danno di provinciali perché godiamo a dismisura dell’ultimo 4 – 2 anche se gli brucia , e non poco, finora avevano sbandierato questo incontro e la stincata di Del Piero.

Ebbene io rispondo col mio Pepito ma non mi ci impegno più di tanto perché so che in fondo è una partita come le altre ma con un significato diverso dagli altri e loro non potranno mai capirlo questo.

Non possono capire cos’è vincere aiutati contro chi di aiuti ha sempre vissuto, il bello di una partita vinta non dal più forte ma dall’umile con la borsa più piccola, il pronostico già scritto, cancellato in un attimo, il ribaltone senza alibi perché alla fine ha vinto, meritatamente, il più bello, il più puro, novello Galahad con un risultato così tondo da non poter nemmeno essere contestato.

Ma forse anche meno, la rivincita del reietto, del Dio minore, per etichettatura, al quale da sempre è precluso un angolo di cielo.

Una partita che vale un anno? Non direi. Anche meno di un derby. Però forse un simbolo si, di rinascita e giustizia.

Ecco, tutte queste cose “loro” non potranno mai capirle, perché a furia di giustificarsi con la propria coerenza per imparare a godere delle vittorie rubate, alla fine pagano pegno alla loro obiettività.

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L’Estate sta finendo

Diciamoci la verità, tranne che per singoli casi sporadici, l’estate ormai è a fine, se non è proprio già finita.

In questi giorni, ancora d’agosto, i pensieri corrono agli impegni fissati e a quelli che andranno ad occupare gli spazi vuoti dell’agenda.

E chi non ha già fatto le valige, soffre il karma degli altri che si stanno già rimettendo in moto per i nuovi inizi, per ricominciare ancora tutto da capo o per smettere di fare quel che hanno fatto finora.

Questo periodo, nei miei ultimi 40 anni, è sempre stato dedicato ai preparativi.

Preparato al rientro, preparato alla scuola, agli esami, ai passaggi della vita.

Una volta mi sono occupato perfino di sposarmi!

Preparato all’inverno, cercando di aggrapparmi ai bei ricordi di una splendida estate che non volevo si spegnessero e che comunque si sono consumati e poi portati via come foglie d’autunno.

Per anni mi sono perfino preparato all’asta del fantacalcio!

Quello che proprio non riesco a capire è, come mai, dopo tutta questa preparazione, ancora non mi sento pronto?

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Tu chiamala se vuoi… distrazione

Non ci avevo fatto caso lì per lì, investito dall’effetto chiaro, voluto dalla costruzione della frase.

“…attacchi firmati con nome e cognome.”

Cax.. allora dev’esser vero!

Ma ripensandoci, a qualche ora di distanza, mi sono accorto dell’ennesima idiozia che può riportare una notizia d’ansa.

E’ chiaro che se ti offendo, o peggio ti minaccio e mi firmo pure, sostanzio indelebilmente la mia affermazione.
Questa credibilità di cui si sostanzia la minaccia passa subito alla notizia in sé dandole senso di verità.
Ammetto che io stesso ho ritenuto, per questo motivo, più fondata sia l’una che l’altra nel mio subconscio.

E’ altrettanto chiaro che è difficile che qualcuno possa NON usare nome e cognome sia su Facebook che su Twitter :-)

Per fortuna le informazioni ristagnano per un pò nel cervello prima di essere categorizzate, ed hai sempre la possibilità di ristrutturarle correttamente.

Quello che invece non si riesce proprio a riposizionare correttamente è questa categoria di dementi che spara notizie come gli vengono.

Ps.
Sarà un caso che molti giornali hanno abbassato l’importanza della cosa dopo averla pubblicata ovunque e ora non si trova più in questi termini?

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La ruota di scorta…

ovvero

Franco o Francesco?

ovvero

sgonfiato strada facendo

ovvero

Franco, o Francesco Marini me lo rappresento come un rifugio montano, di quelli dove fa fatica arrivare e dispiace restare, ma al quale ci si appoggia nei momenti di difficoltà, nei momenti in cui non si sa dove andare a parare e fuori c’è aria di bufera.

Insomma la ruota di scorta da mettere su quando non si può rimaner fermi ad aspettare, si fa spallucce, si fruga in fondo alla bauliera e ci si accontenta.

Marini, oggi come allora, è un po’ una risposta:

- me lo ricordo sindacalista, di quei sindacati che tanto piacciono ai lavoratori di ieri ma tanto poco sono sopportati da quelli di oggi e dal M5S.

- me lo immagino Presidente di cui non ci si ricorda il nome, sbagliandolo già nei pizzini in stile mafioso della sua elezione al Senato (quei messaggi mafiosi di recenti grillesche attribuzioni) che tanto poco piace al M5S.

- me lo vedo nelle schiere dei trombati e poi ripescati di contemporanei gironi danteschi che prima o poi dovranno avere il loro giusto contrappasso e che tanto irritano i grillini.

è un po’ una scelta di garanzia contro Beppe Grillo, un ibrido con la pipa di Pertini, il profilo di Scalfaro, il sorriso della Monna Lisa e il passato alla Bertinotti.

Ancora adesso però, non mi sento sicuro che PD e PDL abbiano concordato l’eutanasia assistita. Mi voglio immaginare che oggi, o domani, avremo il prossimo colpo di scena, la prossima foglia di ficus che ci mostrerà come il povero Bersani l’ha vista giusta anche stavolta.

Quindi il gioco sarebbe “bruciarlo” come sostengono i più inossidabili speranzosi, magari per proporre Prodi all’ultimo tuffo, manovra necessaria per far mandar giù ai grillini il loro ottavo classificato.

Ma non è mossa da PD corteggiare una donna per entrare in camera sua e poi farci l’amore con la vicina. E poi, perché creare tanta tensione con le correnti interne? Perché confermare che le scelte vere le prendono in pochi, perché innervosire l’elettorato?

Quindi mi verrebbe in mente solo uno scenario da fotoromanzo degli anni ’80, atto a giustificare l’arrivo dell’eroe all’ultimo tuffo a salvare tutti e sciogliere le responsabilità: D’Alema.

Ma qui siamo proprio all’impensabile

Se così non fosse mi auguro che il 18 Aprile si apra la stagione della caccia per i tiratori, franchi o franceschi che siano, del Parlamento e che Bersani, dopo aver iniziato la partita alla grande con tanto Grasso che colava in Senato, messo poi in scacco dalla tripletta Gabanelli, Strada, Rodotà, finisca per subire lui stesso lo scouting da parte dei grillini.

Forse che il comunista si sente più tranquillo a lasciare che gli altri prendano le decisioni che loro stessi desiderano?

Però ragassi attenzione! Marini più che altro è un “ruotino” di scorta su cui rifugiarsi, e col ruotino si sa… non si può andare tanto veloci e tanto a lungo!

PS.
Un’ultima considerazione: qui è la qualità del marketing che manca.

Una cosa per farla bene la devi anche proporre nel modo giusto, non basta che le generazioni future potranno riconoscere la tua abilità, bisogna anche preoccuparsi di essere apprezzati da quelle che vivono la difficoltà oggi. E forse è questo che manca alla classe politica attuale per la quale, ahimè, l’elettorato conta solo durante la campagna.

La nostra cultura demanda da sempre la responsabilità, la democrazia stessa presuppone una delega, ma pensare: “ora mi hai votato, so io come fare, tu fidati” … oggi non se lo può permettere nessuno.

Il Vaticano è riuscito velocemente a darci l’illusione del nuovo che avanza eleggendo il perdente del conclave scorso.

Ogni anno, in più occasioni programmate, le più alte rappresentanze ecclesiastiche si abbassano sotto i piedi delle persone normali, ecco, questo contatto con la realtà, questo bagno d’umiltà, anche se di facciata, i nostri politici quando l’hanno fatto l’ultima volta?

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Acqua

L’acqua è trasparente finché la guardi che scivola via dalle tue mani, si intorbidisce solo insieme ad altra acqua.

L’acqua è come le persone, come le situazioni.

Non la puoi fermare, e anche facendolo non sarebbe più uguale a se stessa.

Ci puoi guardare attraverso o ti ci puoi vedere riflesso ma non sei mai sicuro di quel che vedi.
Ti fai semplicemente un’idea.

Le cose attraverso l’acqua sembrano diverse ma restano comunque più vive che viste oltre un vetro o rimandate da uno specchio.
In ogni caso ti fai un’opinione.

E’ quell’opinione che conta, che lascia un segno, anche sull’acqua che corre via. Che si mischia alle altre che incontra andando a ingrossare il fiume, trascina con se chi non è ben saldo sul fondo.

Viaggia, incontra persone, vede paesaggi, accoglie nuova acqua. E a tutti racconta la sua storia, o almeno a chi la vuole ascoltare.

Se sei bravo, se sai prestar orecchio, ti permette anche di lavarti l’anima, puoi rinfrescarti la testa, puoi giocare con lei e puoi dissetarti alla fonte della saggezza.

Non si offende se la inquini, se la devii, se la rallenti. E’ “ferma” nel suo scopo e nel suo sapere come stanno le cose e dove devono andare e dove finiranno per essere comunque.

Abbi cura dell’acqua che ti nutre, come fosse la tua Anima.

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La disciplina

La disciplina è un’arma che non ha coscienza.
La disciplina non conosce alti e bassi, non ha mancanze.

Non ha fretta, perché non ha scadenze, vive giorno dopo giorno.

La disciplina non ha giudizio: non discrimina. È perfetta in situazioni in cui l’esito non è essenziale, ma lo è la procedura, lo è il cammino.

La questione rimane piuttosto nella scelta della cornice. Nell’interpretazione della scommessa e dei giocatori.

Quindi, da oggi: un post al giorno, non importa l’argomento.

Perché la disciplina nutre se stessa e il successo di oggi genera la capacità necessaria domani per un compito più importante.

E si rivela un’alleata preziosa per chi non ha criterio e per chi ha la capacità di sospenderlo per il tempo necessario…

sulla strada per l’impeccabilità

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Corsa ad ostacoli

Ci sono alcune cose che proprio mi danno fastidio, e quando le trovo raccolte tutte assieme mi innervosisco, specie quando viene fatto di proposito e da chi, in teoria, dovrebbe essere il garante della correttezza.

Mi spiego, oggi tutti le principali testate online riportavano la medesima notizia d’ansa che era:

1) vecchia del giorno prima

2) travisata ad arte nel contenuto

Niente di gravissimo, ma continua a farmi pensare che, in un paese dove ci si preoccupa dell’influenza che potrà avere il capo politico dei grillini sui suoi sottoposti lobotomizzandone ipnoticamente il cervello e impedendogli l’autonomia di cui son capaci, non ci si rende conto come certe organizzazioni influenzino tutto quello che noi veniamo a sapere e cosa dobbiamo pensarne.

Non esistono più i veri giornalisti che scovano le notizie, se ne stanno seduti ad aspettare che gli arrivino le agenzie che poi copieranno pari pari (spesso senza cambiare una virgola) aggiungendo un titolo ad hoc che più gli torna comodo.

E il caso che riporto è clamoroso perché non c’era nemmeno bisogno di aspettare l’ansa, bastava seguire Grillo in tempo reale all’appuntamento prefissato e sentire cosa diceva.
Invece l’articolo è stato fatto il giorno dopo, sul post del suo blog pubblicato a mezzanotte, che trascriveva quasi fedelmente il suo commento delle 21.30!!

Mi chiedo, questi giornalisti non sanno o non vogliono usare YouTube?

Ecco la rassegna stampa incriminata.
Si parte con il messaggero che, ad arte, sceglie bene anche la foto.

Il Fatto Quotidiano è concorde.

Come pure tutte le altre testate, lo si può facilmente verificare tramite Google

Un pò più soft l’ANSA che passa dal verbo fattivo, ad un sostantivo meno di azione.

Tutte magicamente riportano la stessa frase… sbagliata.
Ma cosa ha detto veramente Grillo?

Se voi non siete come questi giornalisti, potete facilmente scoprirlo con il mezzo più semplice e diretto, il suo blog, dove è riportato l’audio e la trascrizione.
Per come l’ho capita io il messaggio è: Il Movimento 5 Stelle è visto solo come un ostacolo dal PD e dal PDL e lo sarà sicuramente perché una loro alleanza non può presupporre dai soliti inciuci sotto banco.

Questo è il link:

http://www.beppegrillo.it/2013/02/la_fine_della_t/index.html

e vi consiglio di informarvi direttamente alla fonte, da una parte e dall’altra!

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