La ruota di scorta…

ovvero

Franco o Francesco?

ovvero

sgonfiato strada facendo

ovvero

Franco, o Francesco Marini me lo rappresento come un rifugio montano, di quelli dove fa fatica arrivare e dispiace restare, ma al quale ci si appoggia nei momenti di difficoltà, nei momenti in cui non si sa dove andare a parare e fuori c’è aria di bufera.

Insomma la ruota di scorta da mettere su quando non si può rimaner fermi ad aspettare, si fa spallucce, si fruga in fondo alla bauliera e ci si accontenta.

Marini, oggi come allora, è un po’ una risposta:

- me lo ricordo sindacalista, di quei sindacati che tanto piacciono ai lavoratori di ieri ma tanto poco sono sopportati da quelli di oggi e dal M5S.

- me lo immagino Presidente di cui non ci si ricorda il nome, sbagliandolo già nei pizzini in stile mafioso della sua elezione al Senato (quei messaggi mafiosi di recenti grillesche attribuzioni) che tanto poco piace al M5S.

- me lo vedo nelle schiere dei trombati e poi ripescati di contemporanei gironi danteschi che prima o poi dovranno avere il loro giusto contrappasso e che tanto irritano i grillini.

è un po’ una scelta di garanzia contro Beppe Grillo, un ibrido con la pipa di Pertini, il profilo di Scalfaro, il sorriso della Monna Lisa e il passato alla Bertinotti.

Ancora adesso però, non mi sento sicuro che PD e PDL abbiano concordato l’eutanasia assistita. Mi voglio immaginare che oggi, o domani, avremo il prossimo colpo di scena, la prossima foglia di ficus che ci mostrerà come il povero Bersani l’ha vista giusta anche stavolta.

Quindi il gioco sarebbe “bruciarlo” come sostengono i più inossidabili speranzosi, magari per proporre Prodi all’ultimo tuffo, manovra necessaria per far mandar giù ai grillini il loro ottavo classificato.

Ma non è mossa da PD corteggiare una donna per entrare in camera sua e poi farci l’amore con la vicina. E poi, perché creare tanta tensione con le correnti interne? Perché confermare che le scelte vere le prendono in pochi, perché innervosire l’elettorato?

Quindi mi verrebbe in mente solo uno scenario da fotoromanzo degli anni ’80, atto a giustificare l’arrivo dell’eroe all’ultimo tuffo a salvare tutti e sciogliere le responsabilità: D’Alema.

Ma qui siamo proprio all’impensabile

Se così non fosse mi auguro che il 18 Aprile si apra la stagione della caccia per i tiratori, franchi o franceschi che siano, del Parlamento e che Bersani, dopo aver iniziato la partita alla grande con tanto Grasso che colava in Senato, messo poi in scacco dalla tripletta Gabanelli, Strada, Rodotà, finisca per subire lui stesso lo scouting da parte dei grillini.

Forse che il comunista si sente più tranquillo a lasciare che gli altri prendano le decisioni che loro stessi desiderano?

Però ragassi attenzione! Marini più che altro è un “ruotino” di scorta su cui rifugiarsi, e col ruotino si sa… non si può andare tanto veloci e tanto a lungo!

PS.
Un’ultima considerazione: qui è la qualità del marketing che manca.

Una cosa per farla bene la devi anche proporre nel modo giusto, non basta che le generazioni future potranno riconoscere la tua abilità, bisogna anche preoccuparsi di essere apprezzati da quelle che vivono la difficoltà oggi. E forse è questo che manca alla classe politica attuale per la quale, ahimè, l’elettorato conta solo durante la campagna.

La nostra cultura demanda da sempre la responsabilità, la democrazia stessa presuppone una delega, ma pensare: “ora mi hai votato, so io come fare, tu fidati” … oggi non se lo può permettere nessuno.

Il Vaticano è riuscito velocemente a darci l’illusione del nuovo che avanza eleggendo il perdente del conclave scorso.

Ogni anno, in più occasioni programmate, le più alte rappresentanze ecclesiastiche si abbassano sotto i piedi delle persone normali, ecco, questo contatto con la realtà, questo bagno d’umiltà, anche se di facciata, i nostri politici quando l’hanno fatto l’ultima volta?

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