Con tutta la buona volontà

Questa mattina mi sono alzato con un motivo in testa…

non era un obiettivo ma proprio il ritornello di una canzone, e con mia meraviglia mi sono accorto che era la canzone di Chiara a SanRemo.
Strano… proprio il giorno dopo che non l’ha cantata :D
Ieri sera infatti le canzoni cantate eran quelle di altre edizioni del Festival.

(Lo ammetto, se sono in casa il Festival lo guardo volentieri, più per i presentatori che per le canzoni oramai. E comunque mi sto convincendo che la Littizzetto è come una medicina omeopatica, va presa in piccole quantità per funzionare, e non sai mai se funziona davvero).

E’ triste pensare che i cantanti quest’anno hanno potuto farsi sentire con 3 canzoni diverse e non sono riusciti lo stesso a convincere!
Anzi, il confronto con le canzoni d’autore ha scavato ancora più profondo il solco tra i musicisti “leggeri” di oggi e i giganti di ieri.

Una volta tanto mi è piaciuto Mengoni, Elio partecipa a una gara a parte, non certo quella del Festival della Canzone Italiana, e altri non mi pare stiano nemmeno partecipando al Festival della Canzone … e basta!

Insomma, mi è venuta una gran nostalgia e voglia di risentire gli originali delle canzoni un pò strapazzate di ieri sera.
Le ho ricercate su Youtube e me le sono riascoltate, Elena permettendo.
E che piacere mi ha dato quando la piccina ha voluto riascoltare più volte Tenco o quando si è scatenata a ballare con Nada!

Ciao amore ciao

Bellissima canzone e carino anche questo video.

Piazza grande

C’è poco da dire su questa canzone, una meraviglia.
Qualche anno fa pensavo che era un peccato che non venissero più questi grandi autori a svilirsi a SanRemo, adesso penso che sia un peccato che non esistano più.

Io che non vivo senza te

Ma che freddo fa

Adoro questa canzone

Canzone per te

Una voce di cui mi sono innamorato da piccolo

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Saremo sempre amici?

Stamani mi sono svegliato presto, avevo dormito male e tanto valeva alzarsi.

Stamani c’era il sole, sembrava una bella giornata, sembrava proprio…

La testa un po’ pesante ad offuscare i primi pensieri e per qualche ora, giusto il tempo di far sparire quella foschia arrivata improvvisa a una certo punto.

Velocemente era tornato a splendere il sole, l’aria era lieve e le cose filavano. Sembrava proprio una bella giornata.

E poi un cielo senza nuvole viene scosso senza avviso, in un attimo cadono le stelle, quelle lontane… e quelle vicine.
E cadono anche brutte notizie.

Internet, che di solito ti avvicina alle cose e alle persone, questa volta mi estrania, mi scuote e mi riporta indietro nel tempo, agli anni in cui avevo le mie zingarate, e poi ancora, bruscamente, più indietro, al primo vero schiaffo di chi non c’era più vicino.

Qui da noi, quello dei musicisti è un mondo vasto quanto l’Italia stessa, ma tutti conoscono tutti, o conoscono qualcuno che ti conosce.
Soprattutto tutti ci sentiamo simili, sappiamo di aver vissuto le stesse emozioni.

E ci sono anche quelle persone che tutti conoscono davvero, e tutti le conoscono in un identico modo.
Quelle persone che chiunque descriverebbe nella stessa maniera. Che più facilmente le immagini a perdersi in una mattonella di casa loro o in una confessione a bocca stretta per non sembrare scortese.
Che ti immagini sorprendersi per una banalità o sempre pronta a dirti una parola carina come se ci fossimo visti appena il giorno prima.

E’ facile ritrovare l’intimità. Ogni volta che ci incontriamo di nuovo.

Siamo tutti un pò così, possiamo dire di essere amici?
I nostri giri, i chilometri fatti stretti in macchina per risparmiare. Partire col sole e tornare quando anche i pipistrelli sono andati a letto.

Vivere assieme lo stress ma avere sempre la voglia di ridere e divertirci, quello ci lega moltissimo.

Perché noi musicisti (chiedo scusa se mi ci rimetto dentro anche io) abbiamo bisogno di stare assieme per poter brillare… sennò siamo persone normali, e non ci sarebbe neanche niente di male.

Alle volte il normale lo bramiamo proprio, anche il banale, l’assurdo.
Alle volte l’assurdo ci prende spiazzati perché non te lo aspetti, non siamo persone qualunque, noi le abbiamo viste di tutti i colori e ne abbiamo sempre riso assieme.

Ma stavolta ridere proprio non si può, non si riesce nemmeno a cercare di capire, a avvicinare l’idea alle persone!

E alla fine di questa bella giornata anche il cielo si sta gonfiando di rabbia e ti sembra che di tutti i modi, questo sia il più vigliacco.

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Finito!

Chi mi conosce bene sa quanto sia strana questa semplice parola per me.
Se devo fare qualcosa per qualcun altro, più o meno, sto nei tempi.
Ma quando devo finire qualcosa di mio… aiuto!

Chissà quanto è che devo restituire questo libro, meno male che il padrone è un mio caro amico e non mi fa storie (vero?), ma l’ho finito, e con piacere.

Dovendo essere onesto con il prossimo lettore… il libro è carino e interessante.
Ovviamente devi essere appassionato di soldi, sfide, business, tutto condito di una costante ironia.

Se questi sono anche i tuoi elementi, mi sento di consigliartelo.

Ryanair. Il prezzo del low-cost

Ryanair Il prezzo del Lowcost

E’ la storia di come è nata, come è cresciuta e come è veramente RyanAir.
Non solo una distruttrice di bagagli e di tranquillità. Ma il più grande vettore europeo, cresciuto ad un ritmo incredibile, insostenibile per chiunque.

Guidata da due personalità eccezionali come Tony Ryan prima e Michael O’Leary dopo.
Un insieme di grandi intuizioni e grandi investimenti, di contratti estorti a prezzi incredibili, di politica al risparmio a scapito del comfort e tutta a vantaggio del denaro, di chi compra il volo e di chi ci guadagna.

Ci sono anche le immancabili storie di passeggeri lasciati a piedi, di carrozzelle per disabili a pagamento, di marketing sfacciato.

I retroscena che si leggono sono impagabili, per noi “differentemente giovani” si tratta anche di un tuffo nella nostra storia recente, ma ci sono pure tante riflessioni che sicuramente non avevi fatto prima, come questi due estratti che pubblico.

Da sempre ritengo che i controlli negli aeroporti abbiano un fine completamente diverso da quello che ci vogliono far credere, ma scoprire che il capo di Ryanair la pensa come me…

Inoltre in pochi danno il merito a Ryanair di aver avvicinato le persone, io da sempre sostengo che oggi siano in troppi a potersi permettere di viaggiare e non è solo un bene. Però, di fatto, adesso è più semplice anche mantenere relazioni famigliari e amorose a distanza.

Certo è che Ryanair ha sposato in pieno il motto: “basta che se ne parli”.
Per loro non esiste pubblicità negativa, anche i fatti più scabrosi.

Guardare per credere.
In questo video c’è una turista costretta a sbarcare dall’aereo per eccesso di bagaglio a mano: un libro e un tubo… il terrorismo del nuovo millennio: la cultura!

Clicca QUI:

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Fiducia

Io non ho molta fiducia nel mio ortolano, ti chiedi perché??

E’ inutile, la fiducia ce l’hai o non ce l’hai, si tratta di un bene prezioso, un pò sottovalutato. Forse, più da chi la deve dare che da chi la deve conquistare.
Siamo ormai troppo abituati a regalarla come fosse merce di poco valore.

In questo periodo di “campagna elettorale” acquista un senso particolare. Ma eviterei di ammorbarmi anche su questo.

Non avrei fiducia nemmeno in questo oculista :)

O almeno nelle ricette che scrive!

Dice Treccani che la fiducia è un:
“Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità”
Mi chiedo quanta fiducia avesse maturato chi ha messo questo avviso sulla cassetta della posta!

Poi c’è chi di fiducia abusa…

E’ vero però che la gente si lamenta soltanto, senza reagire veramente e la convinzione di restare impuniti aumenta.

Per quanto riguarda la fiducia nei miei confronti devi conquistarla, prova su prova ma una volta che ce l’hai è difficile smuovermi.

E di me ti puoi fidare tranquillamente! Giuro sulla mia Ferrari!

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Che Fare?

Che Fare di Mario MerzA volte hai così tante cose da fare che non riesci a decidere da dove iniziare, e resti immobile a soppesare tutte le opzioni. Altre invece non sai proprio dove battere la testa e passi il tempo ad aspettare che il fattorino venga a portarti un’idea buona.

Succede quando sei abituato a gestire decine e decine di richieste diverse, tutto il giorno, tutti i giorni e poi, la sera, non si accende più nulla.

Succede quando devi correre da qui a là e ritorno e all’improvviso hai tutto lo spazio che ti serve e nessuno con cui riempirlo.
Stasera non ho bambole da baloccare, sono solo.

Finora la mia politica era stata quella di allungare il tempo per guadagnarne altro dove stipare le cose che volevo rimandare.

Stasera nessuno richiede la mia attenzione, non ho partite, non ho concerti da tanto, i due telefoni sono muti, i computer sono volti pallidi senza proposte.

La TV è noiosa da sempre, e oggi me l’hanno ricordato con la richiesta del pagamento del canone.

In più, se sei sempre a contatto con tante persone, stai proprio bene un po’ per conto tuo.
Stasera non ho nemmeno amici; devo fare il cane di guardia.

Non ho fame, a dire il vero non ce l’ho più dal 1982, avevo 9 anni, da allora ho mangiato solo per gola, per diletto e per fare conversazione.

Ho deciso! Mi allungo sul divano e leggo un libro, anzi due.
Scrivo qualche sciocchezza sul Blog e rimando tutte le cose che non ho da fare a domani.
Non succederà niente di particolare.

PS.

Se vuoi qualche consiglio, ecco con chi passerò le mie ore:

Molto carino, fa parte di una collana che racconta la storie delle grandi aziende, da Google a Ryanair, dall’Ikea a Starbucks.
Qui in particolare non si parla solo di valigie perse, voli annullati e aeroporti fuori mano, ma anche di politiche aziendali e coraggiosi imprenditori.

e

Beh, qui c’è poco da dire, ma non l’ho ancora letto, poi vi racconto!

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La notte porta consiglio…

La notte porta consiglio…
Non è mica vero! Forse una volta.

E poi su cosa?

Ti ritrovi all’ora di dormire che: o sei troppo stanco o non ti sei nemmeno accorto di esserci arrivato.

La notte porta consiglio…
A volte porta zanzare, veglie a grandi e piccini, paure e sveglie non sentite.

Per quanto ne so io, i pensieri li amplifica più che dissiparne le ombre.

La notte porta consiglio…
Forse funziona per chi ha dormito da sveglio tutto il giorno non per chi ha sferzato le sinapsi un’ora dietro l’altra e non vede l’ora di mettersi in modalità stand by.

Una cosa la notte la porta a dire il vero: i sogni…

Io non ricordo mai i miei, ma questo ha un suo vantaggio: non mi ricordo nemmeno gli incubi, anche quando mi svegliano di soprassalto!

Sono molto bravo a dimenticare velocemente.

Magari per questo ho acquisito la capacità di sognare ad occhi aperti.
Quello si mi è sempre piaciuto farlo, la notte, sdraiato nel letto, subito prima di abbracciare morfeo.

Mi sono visto grande e famoso, Don Giovanni impeccabile, campionissimo, realizzato.

Oggi invece sprofondo nel piumone, allungo una mano e cerco il respiro della piccola Elena: capisco subito che sto vivendo un sogno e non sento la necessità di alcun consiglio… la rimando al giorno, col sole…

E sorrido addormentandomi felice.

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Il tempo? Sta bene, grazie!

Chi l’avrebbe detto che una settimana può durare di più o di meno a seconda di come la vivi?

Beh, questa è stata molto lunga e intensa e siamo solo al venerdì.

Questa settimana conterà tutti e sette i giorni secondo me, come l’Elenina si conta scrupolosamente tutti i ditini delle mani.

Questa settimana di venti nuovi ha portato con sé un sacco di storie e un sacco di parole oltre al freddo ed alla pioggia sferzante.

Ha passato di mano tanti dubbi e date promesse di certezze a chi cercava.

Immagini, opinioni e accadimenti veri, di quelli che ti cambiano la vita, o almeno lo credi ogni volta che ci passi e poi non te li ricordi più così guardandoli a distanza di anni.

Nuovi inizi, che poi sono uguali a tutte le stagioni, nuove speranze. Situazioni che da dritte si trovano capovolte e fanno di tutto per non cadere a testa in giù!

L’importante è capire che le cose succedono quando le fai, come l’ubriaco che trova sempre qualcuno che gli riempie il bicchiere ogni volta che finisce di vuotarlo.
E devi essere bravo a sapere quando tracannare o meglio sorseggiato.

Ad ogni modo, oggi, si casca sempre da una bici con le rotelle ed io stasera non ho il cuore per andare a dormire.

Le donne sono più brave in questo…

Domani mi aspetta un altro giorno speciale, come tutti quelli che ho avuto finora, e complimenti a chi è stato bravo!

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Facebook cambia alla velocità … dei neutrini!

Una volta andavi su Facebook per curiosare gli stati dei tuoi amici, oggi riesci solo a sapere cosa fanno gli amici dei tuoi amici.

Io ho risolto cancellando tutte le persone che conosco dalle mie liste e chiedendo l’amicizia a tutti i loro amici…

L’ultima novità è che in questi giorni le API e altre funzioni di interscambio fra Facebook e i siti personali e commerciali, potrebbero smettere di comunicare…
Così, te lo dicono e basta, e tu devi correre ai ripari… prima però devi scoprire cosa ha smesso veramente di funzionare :D

Però è anche bello così no?
In fondo c’è pure gusto a lamentarsi ad ogni cambiamento o innovazione del faccialibro… dove hai messo tutti i miei gruppi bastardo??

Però nessuno mai si complimenta con il “povero” Zuckerberg quando l’azzecca… a me il nuovo riquadro delle foto in bacheca per esempio piace!

Un consiglio, per chi può farlo, usate FB in inglese!

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Tutti per uno, uno davanti a tutti

In una Prato deserta e ancora addormentata, tre macchine in fila dietro un semaforo ancora rosso.
Scatta il verde, il primo non parte, lo risvegliano gli altri due.
Lui sente il clacson ma non il torto e li manda a quel paese.

Questo è quello che vale oggi una schiacciante maggioranza rispetto all’individualità in questo paese.
Il concetto si diffonde dalle strade di una (ex)provincia italiana, fino alle stanze più importanti del paese… allargandosi sempre più.

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Incredibile Ferguson: “noi non abbiamo perso!”

Le sconcertanti dichiarazioni del manager/allenatore del Manchester al momento dell’analisi del risultato della finale di Champions:
“Noi non abbiamo perso, anzi può essere considerata quasi una vittoria perchè abbiamo mantenuno le distanze.
Nel 2009 abbiamo perso con 2-0, quindi 2 gol di scarto e quest’anno, nell’edizione del 2011, ci troviamo con gli stessi 2 gol questa volta ma segnando un gol in più e quindi mostrando una netta crescita in un preciso settore.”

Uno dei giocatori  più forti dello schieramento inglese, Rooney, ha aggiunto: “io ho fatto la mia parte segnando un gol, sono altri che hanno perso nei restanti 75 minuti”

Va bene, non sono dichiarazioni autentiche, non potrebbero mai esserlo.
Qualunque tifoso prenderebbe per folli frasi del genere, eppure puntualmente, in Italia, dopo ogni scrutinio elettorale i discorsi che si sentono, indipendentemente dal risultato, sono proprio questi.
Non perde mai nessuno e vincono sempre tutti. E semmai è colpa di qualcun altro
Va bene costruire la realtà ma ci sono dei punti fermi…

Eppure questa volta il Cavaliere nano mi ha sorpreso.
Per la prima volta in anni di Repubbliche di tutti i tipi ho sentito qualcuno dire “Abbiamo perso” aggiungendo, al solito: “ma andiamo avanti come se nulla fosse“.

Il tuo e il mio tempo sono preziosi. Non è facile trovare il modo per esserci sempre: se ti va AUMENTA la mia MOTIVAZIONE

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magari troverai qualcosa di interessante e io cumulo centesimini ogni click

:)

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