Sera, si fa tardi

E dopo aver assopito la bimba con mezza fiaba di Andersen diluita in acqua e succo, resta da decidere se farsi ammaliare da un palinsesto qualunque oppure accorarsi, forte della propria prospettiva sociale, in volute ed evoluzioni.

Meglio sarebbe, invece, conquistare la propria indipendenza rincorrendo una ribelle e polverosa tranquillità.

Solo attimi, momenti che scappano veloci e ti lasciano un istante per decidere prima che la determinazione ti semini per strada.

E già che ti pensi tanto fortunato da capire, da riuscire a guardarti per una terza posizione invece di limitarti a inseguire una ruota che gira senza portarti altrove se non dove volge il tempo.

Una lotta, difficile da lottare, dura da desistere.
Una missione che stai costruendo un mattone per volta, spesso dimenticando la calce.

Ma anche un desiderio che senti che è vero e in quanto vero così difficile da stringere, da disegnare, da tenere.
Figuriamoci passarlo di mano!

Stasera sono qui, e sono vero. Forse non avrò tutto ma è già molto per cui non c’è da essere felice, per quello avanzano altri sorrisi.
Stasera basta essere presente, portare assieme spettatore e conduttore, e il gioco vale la candela…

… guardandola che pian piano si spegne e fa spazio ai sogni e al nuovo giorno.

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